La Murgia materana in primavera
La Murgia materana in primavera

Chi visita Matera scopre presto che questa è una città che si conquista con le gambe. Non ci sono scorciatoie: scale, vicoli in pendenza, gradini scavati nella roccia, sentieri che scendono nella gravina e risalgono dall'altra parte. Per questo la primavera, con le sue temperature miti e le giornate che si allungano, è la stagione in cui Matera si lascia camminare meglio.

Il clima che permette la giornata intera

Da marzo in poi il freddo umido dell'inverno si ritira, le piogge diventano più rare e il sole scalda senza aggredire. È la differenza sostanziale rispetto all'estate: in primavera non serve dividere la visita fra prima mattina e sera, si può camminare dalla mattina al tramonto senza mai cercare disperatamente un'ombra.

Le mezze stagioni portano però un'escursione termica reale fra giorno e notte. La mattina presto e la sera dopo il tramonto la temperatura scende in modo netto, soprattutto quando soffia vento dalla Murgia. Un secondo strato leggero da mettere e togliere risolve il problema molto meglio di un cappotto pesante.

La Murgia che fiorisce

Il Parco della Murgia Materana e delle chiese rupestri è uno dei luoghi in cui la primavera si vede in modo più spettacolare. Il pianoro conserva una ricchezza botanica sorprendente per la sua estensione, con centinaia di specie censite, e in questa stagione si copre di fioriture spontanee: timo, che alla località Murgia Timone ha dato il nome, orchidee selvatiche, violette, erbe aromatiche che si sentono nell'aria semplicemente camminando.

Il percorso classico si sviluppa sul promontorio di fronte alla città, lungo sentieri che corrono sul bordo della gravina e restituiscono la vista completa dello skyline dei Sassi e della Civita. È la prospettiva che nessuna fotografia scattata dentro la città può dare, ed è alla portata di una giornata.

Va detto che il parco non è un giardino attrezzato ma un ambiente aperto, con tratti esposti e fondo irregolare. In primavera il terreno è asciutto e il caldo non obbliga a partire all'alba, condizioni che rendono l'escursione accessibile anche a chi non cammina abitualmente. Le guide locali organizzano uscite tematiche che aiutano a leggere ciò che si attraversa, dalle grotte usate come ricovero per il bestiame ai sistemi di raccolta dell'acqua scavati nella roccia.

Chiese rupestri e la luce giusta

Intorno a Matera si contano decine di chiese scavate nella roccia, alcune con affreschi di epoca medievale, altre ridotte a semplici invasi con croci incise nella pietra. Molte si raggiungono solo a piedi e alcune richiedono una guida, sia per orientarsi sia per capire davvero cosa si sta guardando.

La primavera aiuta anche qui. La luce è ancora obliqua per buona parte del giorno e penetra negli ingressi delle grotte in modo più generoso rispetto all'estate, quando il sole a picco lascia gli interni piatti. Chi fotografa se ne accorge subito, ma la differenza si percepisce anche a occhio nudo.

C'è anche un motivo pratico. Molte di queste chiese sono ambienti ipogei senza riscaldamento né illuminazione artificiale: d'inverno risultano gelide e umide, d'estate diventano una tappa sbrigativa fra due tratti di sole. Nei mesi intermedi la temperatura interna è semplicemente piacevole, e ci si può fermare il tempo necessario per guardare davvero gli affreschi.

Come organizzare le giornate

Un buon schema è dedicare una giornata piena ai due rioni dei Sassi, Barisano e Caveoso, con calma e senza inseguire un elenco di tappe, e una seconda giornata al parco sull'altro versante della gravina. La terza, se c'è, può servire per la città alta, i palazzi, le piazze e i musei, oppure per un'escursione fuori porta.

Alloggiare nel centro storico, a pochi minuti a piedi dai Sassi, cambia molto il ritmo: si esce presto senza spostamenti, si rientra a metà giornata se serve e si torna fuori la sera. In primavera le serate sono spesso abbastanza tiepide da restare fuori dopo cena, cosa che nel pieno dell'inverno non è affatto scontata.

Cosa mettere davvero in valigia

La lista utile è corta. Scarpe chiuse con suola scolpita, perché il tufo levigato scivola e i sentieri della Murgia sono sassosi e irregolari. Una giacca antivento leggera, perché sul pianoro il vento non manca quasi mai. Una borraccia, dato che le fontane pubbliche non sono ovunque e sui sentieri non ce ne sono affatto.

Aggiungete cappello e protezione solare anche se non fa caldo: la radiazione riflessa dal calcare chiaro è più forte di quanto suggerisca il termometro. E infine, se avete intenzione di scendere nella gravina, informatevi prima sui percorsi e sui punti di attraversamento: sono escursioni brevi ma vere, non passeggiate cittadine.

Dormite nel centro storico di Matera — L'albero della Vita

Due camere con bagno privato sotto volte in tufo, a pochi passi dai Sassi. Colazione inclusa, aria condizionata e cucina completa a disposizione degli ospiti.