Le colline intorno a Matera
Le colline intorno a Matera

Basta una manciata di chilometri verso sud per lasciare i Sassi e trovarsi davanti a uno dei complessi monastici più imponenti del Mezzogiorno. Montescaglioso, arroccata su una collina che domina la valle del Bradano, custodisce l'Abbazia di San Michele Arcangelo: un luogo che merita da solo il viaggio e che si visita comodamente in mezza giornata.

Un balcone sulla valle del Bradano

Montescaglioso sorge su un'altura che segna il passaggio tra la Murgia e la piana metapontina. Da qui lo sguardo corre lungo la valle del Bradano fino a intuire, nelle giornate limpide, la linea del mare Ionio. È una posizione strategica che spiega perché il luogo sia stato abitato e conteso fin dall'antichità, e perché vi si sia insediata una comunità monastica destinata a diventare potentissima.

Il paese è noto come città dei monasteri, perché nel corso dei secoli ha ospitato più complessi religiosi, e conserva un centro storico di vicoli, archi e cortili che vale la pena percorrere a piedi dopo la visita all'abbazia. La distanza da Matera si copre in poco tempo lungo la strada che scende dalla Murgia: è la gita fuori porta più naturale per chi soggiorna nel centro storico materano.

Secoli di storia benedettina

La presenza benedettina a Montescaglioso è documentata fin dall'alto Medioevo ed è legata alla diffusione del monachesimo di regola benedettina nel Mezzogiorno, veicolata dai grandi monasteri dell'area campano-beneventana. Il cenobio esisteva già in epoca normanna, quando la nuova chiesa dell'abbazia, dedicata all'Arcangelo Michele, venne consacrata alla presenza di Emma, figlia del Gran Conte Ruggero di Sicilia.

Sotto i Normanni la comunità monastica crebbe enormemente grazie a donazioni, privilegi e benefici. Nel giro di pochi decenni l'abbazia arrivò a controllare e amministrare un territorio vastissimo, esteso verso l'area metapontina, tra i fiumi Bradano e Cavone, e fin nell'entroterra collinare lucano. Fu una potenza economica e culturale, non soltanto un luogo di preghiera e di studio.

Come accade a molti grandi monasteri, al periodo di splendore seguì una fase di decadenza tardomedievale che rese necessaria una vasta opera di ricostruzione. Da quel cantiere nacque gran parte di ciò che si vede oggi: il chiostro rinascimentale, il restauro dell'antico chiostro medievale, i cicli di affreschi che decorano il piano superiore, la biblioteca, la chiesa e i porticati.

I chiostri, il cuore dell'abbazia

La visita ruota attorno ai chiostri, che sono l'anima architettonica del complesso. Il chiostro maggiore, di impianto rinascimentale, si apre su un porticato ordinato di colonne e arcate che restituisce con immediatezza la scala monumentale del monastero. Il chiostro più antico, di origine medievale, conserva un carattere più raccolto e severo, con il pozzo al centro e la vegetazione che ammorbidisce la pietra.

Attorno ai chiostri si distribuiscono gli ambienti della vita comune: il refettorio, le cucine, i lunghi corridoi, le celle, la sala capitolare. Diversi vani conservano affreschi e decorazioni che raccontano la cultura figurativa della comunità monastica, con soggetti sacri, simboli, scene allegoriche e riferimenti alla regola benedettina. È un patrimonio che si legge lentamente, alzando lo sguardo e concedendosi tempo.

La chiesa abbaziale, dedicata all'Arcangelo Michele, completa il percorso. Dalle terrazze e dai punti di affaccio del complesso si gode inoltre di una vista amplissima sulla campagna circostante, che restituisce con evidenza il senso del dominio territoriale esercitato per secoli dai monaci su questa parte di Basilicata.

Dalla soppressione al recupero

La parabola dell'abbazia si interruppe in età moderna. Con la partenza dei monaci il complesso perse parte delle sue opere d'arte, della biblioteca e dell'archivio; poco dopo, in età napoleonica, il monastero venne soppresso. Fu quindi assegnato a una comunità francescana e, dopo l'Unità d'Italia, passò al Comune di Montescaglioso, che per oltre un secolo vi ospitò uffici e scuole.

Questa lunga fase di uso civile spiega alcune trasformazioni degli ambienti, ma ha anche avuto il merito di mantenere vivo l'edificio invece di consegnarlo all'abbandono. Gli interventi di restauro e valorizzazione hanno progressivamente restituito il complesso alla fruizione culturale: oggi l'abbazia è visitabile, ospita percorsi di visita ed eventi ed è stata più volte scelta come set cinematografico grazie alla sua atmosfera intatta.

Come arrivare e organizzare la visita

Da Matera si raggiunge Montescaglioso in auto in poco tempo, percorrendo la strada che dalla città scende verso sud lungo il margine della Murgia. Il tragitto è panoramico e attraversa un paesaggio agricolo di grande respiro, fatto di seminativi, uliveti e calanchi. Esistono anche collegamenti con autobus di linea regionali: per orari e tariffe conviene consultare i siti ufficiali dei vettori, perché il servizio varia tra giorni feriali e festivi.

Per gli orari di apertura, le modalità di ingresso e l'eventuale prenotazione delle visite guidate all'abbazia è sempre bene verificare presso i canali ufficiali del sito prima di mettersi in viaggio. Mettete in conto almeno un paio d'ore per il complesso monastico e altrettante per il centro storico del paese: la combinazione delle due cose fa una giornata piena e ben spesa, a poca distanza dai Sassi.

Dormite nel centro storico di Matera — L'albero della Vita

Due camere con bagno privato sotto volte in tufo, a pochi passi dai Sassi. Colazione inclusa, aria condizionata e cucina completa a disposizione degli ospiti.