Matera non si visita soltanto camminando: si capisce entrando. Dentro i palazzi nobiliari, dentro le grotte scavate nel tufo, dentro le stanze in cui le famiglie contadine vivevano insieme agli animali. I musei della città raccontano tutto questo, e la cosa più bella è che si raggiungono quasi tutti a piedi, in pochi minuti dal centro storico.
MUSMA: la scultura contemporanea dentro la roccia
Il MUSMA, Museo della Scultura Contemporanea Matera, occupa Palazzo Pomarici, un edificio cinque-seicentesco costruito nella parte alta dei Sassi sopra un nucleo preesistente di grotte scavate nel tufo. Proprio questa doppia natura, metà palazzo e metà ipogeo, lo rende speciale: buona parte del percorso espositivo si svolge in ambienti rupestri, ed è per questo che il MUSMA viene raccontato come il museo in grotta più importante nel suo genere. È stato inaugurato nel 2006 ed è il museo italiano interamente dedicato alla scultura.
La collezione raccoglie centinaia di opere fra sculture, ceramiche, gioielli, medaglie, disegni, incisioni e libri d'arte, e ripercorre la storia della scultura italiana e internazionale dalla fine dell'Ottocento a oggi. Fra gli artisti presenti ci sono nomi come Arnaldo Pomodoro, Pietro Consagra, Pericle Fazzini, Duilio Cambellotti e Kengiro Azuma.
Il vero colpo di scena, però, non è nell'elenco degli autori: è nell'allestimento. Bronzi e marmi appoggiati alla pietra viva, la luce che cambia passando da una sala costruita a una camera scavata, il silenzio delle grotte che amplifica ogni forma. Anche chi di solito evita l'arte contemporanea, qui cambia idea.
Palazzo Lanfranchi e il grande telo di Carlo Levi
Palazzo Lanfranchi fu costruito fra il 1668 e il 1672 come seminario diocesano e affaccia su uno dei belvedere più fotografati della città. Dal 2003 ospita il Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata, oggi parte dei Musei nazionali di Matera insieme alla sede archeologica Domenico Ridola.
Il percorso attraversa tre anime diverse: la sezione di arte sacra, le opere della collezione Camillo d'Errico e la sezione contemporanea, dove si incontrano Carlo Levi e il materano Luigi Guerricchio. È un museo che si legge come un racconto sulla Basilicata, non come una semplice raccolta di quadri.
Il pezzo che tutti ricordano è Lucania '61: una tela lunga quasi venti metri e alta più di tre, dipinta da Carlo Levi per la mostra Italia '61 di Torino, allestita per il centenario dell'Unità d'Italia. Levi vi condensò il mondo contadino lucano, i suoi volti, il lavoro e il lutto, con al centro il funerale del poeta e sindaco Rocco Scotellaro. Vale da sola la visita.
Le case grotta: come si viveva davvero nei Sassi
Per capire Matera bisogna entrare in una casa grotta. La Storica Casa Grotta di Vico Solitario, nel Sasso Caveoso, è allestita con mobili e attrezzi originali della civiltà contadina: il focolare con la cucina, il tavolo piccolo, il letto in ferro con le assi di legno, la stalla con la mangiatoia del mulo, la cavità scavata nel tufo per raccogliere l'acqua piovana.
Poco distante, la Casa Grotta del Casalnuovo si sviluppa in più ambienti scavati su tre livelli, con stalla e cantina annesse; accanto si trova un laboratorio dedicato ai fischietti in terracotta lavorati a mano, oggetto tipico dell'artigianato locale.
Sono visite brevi ma decisive: raccontano il sovraffollamento, la convivenza con gli animali, l'assenza di acqua corrente che portò allo sfollamento dei Sassi a metà Novecento. Sapere questo cambia completamente lo sguardo su un quartiere che oggi è Patrimonio Mondiale UNESCO.
Museo Ridola e Casa Noha: la storia lunga della città
Il Museo archeologico nazionale Domenico Ridola è il più antico museo della Basilicata: nasce nel 1911 dalla donazione allo Stato delle collezioni del medico e senatore Domenico Ridola ed è ospitato nell'ex convento di Santa Chiara. Conserva testimonianze del territorio materano dalla preistoria all'età antica, fra cui i materiali provenienti da Timmari, con corredi funerari, armi in bronzo e vasi a figure rosse.
Casa Noha, invece, è un bene del FAI nel cuore dei Sassi, donato alla fondazione dalle famiglie Fodale e Latorre. Non espone oggetti: proietta sulle pareti delle sue stanze un racconto multimediale sulla storia millenaria della città. Molti visitatori la consigliano come prima tappa, perché fornisce le chiavi di lettura per tutto il resto.
Un itinerario a piedi, partendo da casa
Alloggiando in centro storico si è in posizione ideale: si può iniziare da Casa Noha per inquadrare la storia, scendere poi verso il Sasso Caveoso per le case grotta, risalire al MUSMA e chiudere fra il Museo Ridola e Palazzo Lanfranchi, che si trovano a poca distanza l'uno dall'altro. È una giornata piena, ma senza mai bisogno dell'auto.
Due accortezze pratiche. La prima: scarpe comode e chiuse, perché fra scalinate, ciottoli e pendenze i Sassi mettono alla prova le caviglie. La seconda: orari, giorni di chiusura e biglietti cambiano nel corso dell'anno, quindi conviene sempre controllare i siti ufficiali dei singoli musei, del Comune di Matera e dell'APT Basilicata prima di uscire.
E se avanza tempo, la cosa migliore da fare è semplicemente sedersi su un belvedere al tramonto: dopo aver visto i musei, la città scavata davanti agli occhi si legge in un modo completamente diverso.
Dormite nel centro storico di Matera — L'albero della Vita
Due camere con bagno privato sotto volte in tufo, a pochi passi dai Sassi. Colazione inclusa, aria condizionata e cucina completa a disposizione degli ospiti.